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Partiamo da un dato di fatto: non sono una Millennial. La mia Generazione è la Z, quella più giovane, quella che probabilmente a voi che leggete parrà composta per lo più da tik-toker bamboccioni, estimatori della trap e pionieri della DAD. E sì, siamo sempre noi quelli impallati con l’ambiente (abbiamo partorito Greta Thumberg e i Fridays for future, ebbene sì) e tutte quelle cose sul gender, la parità, il femminismo intersezionale.
Insomma, na robbbbetta.

Ma oggi per vostra croce e delizia parliamo di un bestiario un po’ più facile da accudire, quello della generazione Y, i Millennials, i nostri progenitori per capirci. In poche parole, quelli che ora hanno la grana da spendere (più o meno) e che si apprestano a sostituire la classe dirigente.
Costoro sono ormai da museo dal punto di vista di noi Gen Z, ma agli occhi di chi produce e vende (e che teoricamente dovrebbe preoccuparsi di conquistarne gli instagrammabili cuori) essi rimangono un mistero insondabile, un concentrato avveniristico di digital e social.
Coinvolgerli e intercettarne i bisogni pare così un’impresa davvero ardua, specialmente se già a partire dall’habitat lavorativo non si creano le condizioni ottimali di cooperazione e accrescimento reciproco. Il punto fondamentale è che solo grazie alla sinergia tra la dirigenza e la base dei millennials si può creare una strategia di business vincente, sia in termini di efficienza sul posto di lavoro, sia in termini di vendite all’esterno.

Ma che cos’è che garba a questi Millennials?

Come puoi attirarli nella tua azienda e approfittare al massimo dell’opportunità di crescita che ti offrono? Mo’ te lo spiego.

Partiamo dal presupposto che i Millennials sono i cosiddetti nativi digitali nati tra il 1988 e il 1996.

Sono iperconnessi, smart, estimatori della flessibilità e bla bla bla. Per capirci, se ne vuoi sapere di più, escici sto click. Quuuuuindi, considerato tutto, ecco le caratteristiche dell’ambiente di lavoro ideale per i Millennials:

Giustizia e meritocrazia

I millennials sono la generazione che più di tutte ha sofferto e soffre per stipendi inadeguati (il rischio di povertà relativa per i giovani tra i 18 e 25 anni si stima sia del 14% di tutta l’OCSE) soprattutto rispetto a professionalità super qualificate, formate e competenti (il 46% dei giovani è diplomato e il 20% laureato, il ché è sorprendente se pensiamo al fatto che solo nel ’91 i giovani laureati si aggiravano intorno all’1% in Italia).

In aggiunta a questo, sono mediamente abituati a lavorare per obiettivi, con tempi serrati e a trovare soluzioni trasversali e innovative. La naturale propensione alla crescita richiede riconoscimento, sia per essere incentivata sia per la sua valorizzazione. Il Millennial insoddisfatto non sarà tuo alleato: è abituato all’instabilità del mercato del lavoro e competente a sufficienza per cercare una realtà più congeniale in cui farsi valere come risorsa irrinunciabile.

formazione e avanzamento professionale

Per poter crescere dal punto di vista professionale e personale, per poter stare al passo con i tempi che cambiano in modo sempre più repentino, il millennial ricerca una costante formazione da parte dell’azienda per cui lavora. Quest’ultima è la forma di investimento e di riconoscimento migliore delle sue potenzialità, del suo valore; in oltre è l’unica strada per poter raggiungere obiettivi personali e di squadra sempre più alti e crescere con costanza. I

l modo migliore per formare i millennial è sfruttare piattaforme e strumenti tech innovativi e coinvolgenti, principalmente incentrati sul linguaggio visuale poiché efficiente e diretto come loro.

Flessibilità e Rapporto Umano

Sono i valori principali per la Generazione Y.

La possibilità di organizzare i tempi in ufficio è ritenuta una caratteristica fondamentale. D’altronde il lavoro occupa la maggior parte del nostro tempo, specialmente per quanto riguarda i millennials che mediamente trascorrono in ufficio molte più ore dei colleghi d’annata; di conseguenza anche i rapporti umani acquisiscono sempre più valore…e come dargli torto?

Sostenibilità (inclusività, equità, parità)

L’ultimo punto è forse il più atipico rispetto a quelli precedenti, ma non temere, non è nulla di tragico.

Tanto i tuoi clienti sono sempre più attenti e ricercano un prodotto sostenibile nel rispetto dell’ambiente, tanto chi lavora per te sentirà di aver fatto “un buon acquisto” nell’unirsi a una realtà al passo con i tempi, schierata e attiva nel promuovere equità, inclusività, parità di genere e attenzione rispetto al suo impatto ambientale.

Ok, voglio colleghi millennials al lavoro!

Vivere “con il millennial in fronte (e in mente)” in ufficio è fondamentale per l’evoluzione del tuo business e la crescita degli affari.

Sono un tocca sana per rendere la tua vision più creativa e innovativa sia in ufficio, sia all’esterno. Per attirarli e costruire un ambiente positivo e stimolante sono davvero pochi gli accorgimenti necessari e ora sono pure nelle tue mani.

Da noi hanno fatto la differenza e continuano a farla, perciò non hai più scuse: provare per credere!

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